Intervista a Renzo Cresti a cura di Sara Matteucci, n. 4 Rivista "Codice 602", Istituto Superiore di Studi Musicali "L. Boccherini" di Lucca, novembre 2008
Diamo un quadro generale della tua persona e della tua attività professionale, iniziamo dai tuoi studi: “mi laureato al DAMS di Bologna poi ho preso la seconda laurea al Corso di perfezionamento in Musicologia sempre a Bologna, con tesi su Wagner e Nietzsche, dalle quali deriva il mio primo libro Wagner oggi, stampato dalle Edizioni Zanibon di Padova nel 1982, con la Prefazione di Luigi Rognoni; prima avevo studiato chitarra e contrabbasso al Conservatorio di Firenze ma non mi ero diplomato, ho invece suonato in diverse formazioni strumentali affrontando vari generi dal classico (con la chitarra) al Jazz e al Blues (con il basso).”
I personaggi importanti che hai conosciuto negli anni bolognesi: “con il compianto Diego Bertocchi iniziai la mia prima tesi, purtroppo morì (curai una scelta di suoi testi su Wagner dal titolo Wagneriana ), proseguii con Mario Bortolotto al quale sono sempre rimasto legato. L'allora Direttore del DAMS, Luigi Rognoni, mi fece stampare il saggio Berlioz e Liszt guidano Wagner sulla Rivista del DAMS, divenni poi Esercitatore della classe di Storia della Musica di Rognoni, tenni dei Corsi per due anni e furono anni che mi legarono a un'intensa amicizia con Rognoni che frequentai spesso nella sua casa di Milano e in quella del mare a Linguiglietta. Fra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta nacquero anche le amicizie con Franco Donatoni e con Aldo Clementi, sui quali scrissi due libri editi dalla Suvini Zerbini, soprattutto Donatoni lo frequentai assiduamente durante gli anni Ottanta. Fra i “ragazzi” di allora ho ancora una bella amicizia con Aldo Brizzi compositore, Emanuela Sarni e con Alberto Cristani, insegnanti di Storia della Musica.”
Dopo il Corso di perfezionamento cosa hai fatto? “nel 1982 ho vinto il concorso all'Istituto “Boccherini” come insegnante di Storia della Musica e ho lavorato molto a livello organizzativo: sono stato Direttore artistico del «Luglio Musica» di Certaldo, un bel Festival di Musica contemporanea che iniziò nel 1981 e terminò nel 1985; contemporaneamente dirigevo anche – insieme ad Aldo Brizzi – il Festival di Acqui Terme «Prospettive musicali». Sono stato Direttore artistico dell'Associazione «Musica Futura» di La Spezia e, fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, ho fatto parte del GAMO di Firenze. Dal 1994 al 1998 sono stato Consulente musicale del Teatro del Giglio di Lucca, realizzando il Festival «Anfiteatro Jazz».”
L'esperienza di Consulente musicale al Teatro del Giglio com'è stata e come trovi la musica al Teatro e in Città oggi? “Molto positiva anche per i compagni d'avventura che mi sono stati vicini, in pratica con la Rassegna dei concerti nelle varie piazze e con il grande Festival Jazz in piazza Anfiteatro abbiamo inaugurato la stagione dei concerti all'aperto che poi ha avuto molta fortuna. Il Teatro del Giglio dovrebbe incrementare l'attività musicale e innalzare la qualità della produzione delle Opere. Lucca è una città dove si fa molta musica, è però spesso la solita musica e di livello non sempre alto. Inoltre manca un coordinamento delle varie iniziative.”
Ti interessi dunque da sempre anche al Jazz e ad altri generi musicali : “sì, come accennato, io stesso ho fatto diverse esperienze di generi musicali; ho molti amici nell'ambito del Jazz, dal celeberrimo Giorgio Gaslini, sul quale ho scritto un volume monografico, a Bruno e Giovanni Tommaso, al collega che insegna all'Istituto Franci di Siena, Daniele Fusi e molti altri. Il Jazz è nato bastardo, è una musica eclettica che spazia nel tempo e nello spazio, anticipando molti tratti dello stile postmoderno. Il musicista Jazz è molto più disinvolto di quello classico, non solo sa improvvisare quando lo strumentista classico se non ha davanti lo spartito non produce una nota! Ma ha una forma mentis aperta e quindi un modus operandi più libero che sa bene comunicare le emozioni, in maniera più diretta e meno filtrata di quello che avviene per la musica classica.”
Quando è avvenuto l'inizio dell'approfondimento sulla musica contemporanea? “Con i contati con Rognoni, Bortolotto, Donatoni, Clementi poi con i tanti compositori e le tantissime musiche ascoltate nei Festival e nelle Rassegne che ho organizzato. Parallelamente all'attività organizzativa ho sempre coltivato quelle di studio e di saggistica, per esempio, negli anni Novanta, ho diretto la Collana «Il Cammeo Blu» dell'Editore Miano in Milano, per la quale ho scritto molti saggi e realizzato una ventina di volumi sui musicisti italiani contemporanei.”
I compositori più importanti per il tuo percorso e quelli che ritieni i compositori più importanti dell'ultimo cinquantennio: “oltre ai citati Donatoni e Clementi, un compositore per me fondamentale è stato Niccolò Castiglioni che ha modificato leggermente la mia visione e(ste)tica della musica contemporanea, spostandola su un versante più lontano dai meccanismi automatici e formalistici (tipici per esempio di Donatoni) e più vicina alla rivalutazione dell'estro libero e spontaneo seppur controllatissimo. Castiglioni era dotato di una musicalità naturale e straordinaria, mai più riscontrata. Inoltre citerei Giani Luporini, sul quale ho scritto per i suoi 70 anni, il libro Gaetano Giani Luporini, musica fra utopia e tradizione , edito dalla lucchese LIM Antiqua; Giampaolo Coral, in possesso di una grande capacità di scrittura a carattere introspettivo; il povero Fernando Mencherini, morto purtroppo a neanche 50 anni; Gianfranco Pernaiachi, artista (è anche poeta) sensibilissimo; gli amici Mario Cesa, Biagio Putignano, Gianvincenzo Cresta (su questi ultimi 6 personaggi è incentrato il mio libro L'Arte innocente , con Cdrom , stampato dalle milanese Edizioni Rugginenti nel 2004). A questi compositori vanno aggiunti i Maestri fiorentini, conosciuti fin da giovane quando frequentavo le manifestazioni sulla musica contemporanea nella mia città: Arrigo Benvenuti (e sua moglie Liliana Poli), Alvaro Company, Carlo Prosperi (sul quale ho scritto un volume monografico stampato dal GIMC nel 1992) e Sylvano Bussotti con il quale sono sempre in contatto e sul quale ho scritto il saggio celebrativo per suoi 70 anni (qualche anno fa l'ho invitato a tenere una conferenza al “Boccherini”). Per quanto riguarda i compositori più importanti degli ultimi 50 anni, per rimanere agli italiani, oltre ai citati aggiungerei Bruno Maderna, Luigi Nono, Luciano Berio e Camillo Togni, sul quale ho scritto un lungo saggio insieme a Maurizio Arena. Citerei anche Bruno Bettinelli e il caso particolare di Giacinto Scelsi. Tutto questo si trova nel mio sito web www.renzocresti.it .”
Il tuo sito internet è molto navigato e recentemente ha anche una nuova veste grafica : “É da 15 anni che ho un sito internet, recentemente ne ho rinnovato la grafica, a breve lo aggiornerò anche nei contenuti: ci sono schede sui compositori italiani più importanti, molti saggi su problematiche culturali contemporanee, oltre a varie sezioni di notizie e una parte in lingua inglese, curata da Chiara Calabrese. É in pratica l'unico sito del genere in Italia e sono contento perché è davvero molto frequentato, anche dall'estero.”
Hai scritto molto anche per varie Riviste : “sì sono una ventina le Riviste per la quali ho scritto da «Piano Time» all'«Antologia Viesseux», da «Sonus» a «1985 la musica»; tengo una Rubrica fissa sulla Rivista «Il Grandevetro» dal 1985 a oggi; scrivo regolarmente anche su «Erba d'Arno», su «Feeria», su «FaLaUt» e su altre testate. Dal 1991 al 1993 ho diretto, insieme a Donata Bertoldi, la Gazzetta discografica «Il Pasquino musicale». Molti sono stati miei articoli tradotti e comparsi su Riviste straniere.”
È dunque oltre 25 anni che hai la cattedra all'Istituto “Boccherini”, qual è stata, in sintesi, la tua esperienza dell'insegnamento? “Molto buona, in generale ho avuto ragazzi interessati e alcuni molto bravi; nei primi anni c'era più vivacità con conseguente meno disciplina, oggi c'è più attenzione didattica ma la situazione s'è appiattita, questo riguarda ovviamente non solo gli allievi dell'Istituto, ma è un fenomeno generalizzato in linea con quanto avviene nella società. Auspicherei quindi una maggiore partecipazione.”
I tuoi libri recenti : “te li dico in ordine cronologico, Firenze e la musica italiana del secondo Novecento , stampato da LoGisma di Firenze, curato in collaborazione con Eleonora Negri, ha ottenuto la Segnalazione d'onore al Premio Firenze 2004; I Linguaggi delle arti e della musica. L'e(ste)tica della bellezza , Edizioni Il Molo, Viareggio 2007, contiene ben 64 testimonianze di compositori italiani sui temi del linguaggio, dell'estetica e della bellezza. Puccini e il Postmoderno , Edizioni dell'Erba, Fucecchio 2007, un nuovo modo di vedere la figura di Puccini, mi sono chiesto perché Puccini è oggi così eseguito e mi sono risposto che è perché il suo teatro e la sua musica trova molti punti di contatto con la cultura di oggi; ho già fatto una ventina di presentazioni e le vendite stanno andando molto bene, con richieste anche dall'estero grazie alla traduzione di Chiara Calabrese. Infine citerei il fortunato libro di Storia della Musica, giunto alla sesta edizione, la seconda edita da Feria – bellissima - con il titolo La Vita della Musica , appena uscita e adottata in diverse scuole.”
Hai scritto anche libri di letteratura e su artisti visivi : “con la Rivista «Il Grandevetro» ho conosciuto molti pittori, su alcuni ho scritto dei saggi in vari Cataloghi d'arte; ho scritto vari racconti, resoconti di viaggi (quelli dal Pakistan sono stati premiati) e due romanzi, Nella notte, la fiamma , edito da Ibiskos, e La terra che canta , edito da Jaca Book, libro che è arrivato finalista al Premio Pisa. Ho steso anche tre libretti per altrettante Opere contemporanee.”
Come vedi il ruolo di Direttore di un'Istituzione musicale? “Con molti problemi, la situazione è assai complessa e va dai rapporti con il Ministero a quelli con gli Enti locali; dal coordinamento dei vari organi istituzionali come il Consiglio accademico e i Dipartimenti alle relazioni con il Consiglio di Amministrazione e con la Segreteria ; dal controllare i bandi di concorso ai comunicati stampa; dal sovrintendere alla didattica ordinaria a quella del biennio di perfezionamento; dal seguire i percorsi degli allievi al rapporto con le famiglie e molto altro, il tutto in una situazione spesso confusa, per far bene ci vorrebbe un tuttologo o un mago con la sfera di cristallo che gli permetta di districarsi fra i misteri della Riforma! Molti sono i Direttori che si stanno impegnando oltre ogni limite, anche a scapito della propria vita privata. Ovviamente c'è anche qualcuno che non ha le capacità per un compito così complicato, per esempio ci sono troppi burocrati in giro. Purtroppo certe cariche fanno gola a chi ha bisogno di compensazioni professionali, spesso vi si ambisce per il ruolo sociale che conferiscono (che poi si riduce a presenziare a qualche manifestazione, a portare la moglie in un palco di un teatro o cosette del genere). La problematica è simile a quella che Cacciari individuava nei politici: pochi quelli competenti e che lavorano con spirito di servizio, troppi quelli che lavorano per i propri interessi o per compensare la loro scarsa attività professionale e che lavorano con mentalità gretta, da colletto bianco, senza idee.”
L'esperienza di Direttore dell'Istituto di Studi Superiore “Boccherini” come sta andando? “É indubbiamente un'esperienza molto forte, interessante e formativa, ringrazio ancora i colleghi che mi hanno votato e quindi permesso di farla; l'altra faccia della medaglia è lo stress e il tempo che ti prende; una delle cose che mi crea molti problemi è il fatto che per la direzione devo stare in Istituto pressoché tutti i giorni, mentre avrei molti impegni fuori da Lucca, in Italia e all'estero: per ora tengo in caldo quello che posso poi spero di recuperare diverse situazioni oggi in sofferenza. Si dice che per fare il direttore bisogna non avere nulla da fare, è ovviamente una battuta ma è certo che non bisogna avere un'attività professionale intensa, altrimenti si soffre, come sto soffrendo io, in questi anni ho dovuto lavorare tutte le domeniche e fare varie nottate per star dietro agli impegni personali, ma è chiaro che così l'esperienza si fa molto stancante. D'altra parte se non sei attivo nel mondo della musica non puoi portare le tue esperienze e il naturale aggiornamento nel tuo lavoro, questo vale non solo per la direzione ma anche per l'insegnamento. Credo di aver portato al “Boccherini” le mie esperienze organizzative e le mie competenze musicali, capacità che hanno permesso una forte innovazione soprattutto dal punto di vista artistico, legando l'attività didattica a quella concertistica, facendo dell'Istituto non solo una grande Scuola ma anche un importante centro produttivo. Questo dinamismo è apprezzato sia all'AFAM sia in generale nel mondo della musica sia a livello cittadino, ne sono contento.”
Qual è la cosa che ti pesa di più? “Non avere tempo, oggi il vero lusso è disporre del proprio tempo a piacimento. Sei costretto a fare cose e vedere persone che poco ti interessano e ti viene da pensare che quel tempo potrebbe essere sfruttato diversamente, in modo più proficuo per la tua professione e in maniera più piacevole.”
I momenti significativi della tua direzione, quello che si dovrebbe continuare e quello che si dovrebbe ancora fare: “continuare a incrementare le attività di musica d'insieme e orchestrali; l'aver istituito la classe di Musica da camera e il Corso di Esercitazioni orchestrali è stato un passo significativo. Ottimi sono stati i risultati ottenuti dalle tante masterclassess e dall'istituzione dell'Ufficio stampa, dalla creazione del «Festival Codice 602», con i suoi molti concerti, i prestigiosi seminari e conferenze, della Rivista omonima, dei progetti speciali (Zucchi, Ricciarelli e altro) e della produzione di compact-disc e DVD . Anche i molteplici rapporti con altre Scuole e Istituzioni, così come anche la Convenzione con la Scuola di musica di Fiesole possono essere aspetti assai importanti, in ogni caso le attività didattiche stanno mantenendo un alto profilo. Un altro elemento da non sottovalutare è il miglioramento dello stabile e soprattutto l'aver ottenuto in gestione l'Auditorium e averne ingrandito il palco. Non so se riusciremo a ottenere anche un'autonomia finanziaria nel prossimo futuro. Inoltre bisognerebbe che le classi di Chitarra e Percussioni venissero integrate a pieno titolo nella pianta organica dell'Istituto.”
Come vedi la situazione dei Conservatori italiani? “Male, la Riforma è iniziata nel 1999 e non ha ancora i contorni definiti, una Riforma con molte pecche, si è voluto uniformare il Conservatorio all'Università, tralasciando le problematiche relative ai primi anni di studio, la specificità di una scuola assolutamente particolare e inserendo Organi consultivi e direttivi (Dipartimenti, Consiglio accademico ecc., svariati controlli ministeriali) che se hanno il pregio di rendere più partecipate e controllate le decisioni hanno anche il difetto per i Conservatori (e soprattutto per gli Istituti piccoli come il nostro) di burocratizzare, con l'assurdo che nei piccoli Istituti si ha difficoltà a trovare persino i docenti che possono impegnarsi nelle varie mansioni. Si parla di razionalizzare ossia di ridurre in qualche modo i Conservatori, questo sarebbe molto grave, ma credo che andremo inevitabilmente verso questa direzione, il totale taglio del contributo ministeriali è un segnale drammatico. Anche per tentare di evitare questo rischio occorre tenere alta la qualità e la quantità delle iniziative didattico-artistiche. Il Comune di Lucca inoltre deve prendersi le sue responsabilità, ha anche una sorta di convenzione che dovrebbe permettere la statizzazione dell'Istituto, se è una carta da giocare questo è il momento. Ho proposto di organizzare un Convegno con tutti gli ex Istituti pareggiati per cercare di chiarire i rapporti fra enti locali e Stato, sono urgenze che vanno affrontate subito.”
Tuoi progetti imminenti e futuri: “per quello che riguarda l'Istituto continuare a impegnarmi al massimo per migliorare tutto ciò ch'è possibile migliorare, per ciò che concerne la mia attività professionale sto organizzando un nuovo materiale – recentemente ritrovato e che riguarda il Teatro alla Scala – sul collega Franco Calabrese, che per anni ha insegnato Arte scenica al “Boccherini”, per farne un secondo libro (il primo s'intitola Franco Calabrese un artista vero ed è del 1997) che racconti la sua straordinaria carriera e descriva il mondo teatrale dell'epoca. Ho avuto una commissione per un volume su Verdi e Wagner da pubblicare nell'imminenza del bi-centenario della nascita e ovviamente ho molto da lavorare per la musica contemporanea.”
Per finire 4 domande leggere, a volte le domande leggere mettono in luce degli atteggiamenti rivelatori della personalità, dunque, qual è la cosa che ti rilassa di più? “Stare nelle mie case di campagna con le persone che mi piacciono e con qualche libro interessante.”
Il colore che ti piace di più: “direi l'azzurro, però quando sono in mezzo ai miei olivi adoro il verde della campagna.” So che ami molto il vino: “Da ragazzo ho seguito i corsi dell'Associazione Italiana Sommelier e per tanti anni ho fatto in prima persona il vino nella mia fattoria sulle colline di Firenze, è un amore profondo perché lavorando la terra si scoprono valori basilari e dietro a ogni bicchiere di vino si svela un'intera civiltà.”
La città che più ti piace? “Di città bellissime ce ne sono tante, bisogna fare una distinzione almeno in merito alla grandezza, fra quelle grandi direi New York, Instanbul e Budapest (ma anche Lisbona, Praga o Parigi), fra le medie Granada, fra le piccole Bruges; poi ci sono i monumenti isolati come la Cattedrale di Salisbury e tant'altro; poi ci sono i viaggi e le permanenze che ti hanno segnato, come il mio soggiorno in Svezia e quello in Pakistan.” E dove vorresti vivere? “In giro per il mondo, in pratica come sto facendo, per fortuna il mio lavoro mi porta spesso in luoghi diversi e spesso faccio viaggi. Mi piace anche stare dove sto, ossia fra Lucca e Firenze (mia città natale), se devo scegliere delle città in cui mi piacerebbe vivere direi Siena per la sua folgorante bellezza, e Ravenna per gli amici che ho e, fuori dall'Italia, mi piacciono molto le piccole città inglesi, come Canterbury per esempio.”
I classici 3 pezzi musicali che salveresti dal diluvio universale e i 3 libri che porteresti sempre con te: “i Madrigali di Gesualdo e di Monteverdi, in specie gli ultimi Libri, Tristan und Isolde e un bel po' di musica contemporanea soprattutto di Donatoni, Clementi e Castiglioni. Per i libri senz'altro lo Zaratustra nicciano, ma di Nietzsche, come di Hesse, porterei tutto, infine diversi scrittori contemporanei, ma eviterei la saggistica.”
Renzo Cresti sarà il 24 aprile a Camerino per una conferenza che si terrà presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale, ore 21, nell'ambito della Rassegna "Itinerari d'ascolto"
Prima presentazione del libro "Franco Calabrese e il teatro lirico italiano del secondo Novecento" a Lucca, domenica 23 maggio alle ore 17.30, presso la Sala dell'Affresco nel Complesso di San Micheletto
Sarà nella Giuria del concorso "Giovambattista Martini" per orchestra da Camera organizzato dalla Rassegna Musica in Basilica di San Francesco a Bologna. Per la stessa Rassegna presenterà il libro monografico su Franco Calabrese lunedì 7 giugno
Renzo Cresti ha presentato il Concerto dell'Orchestra di Fiati della Provincia di Lucca al Teatro di Barga
Lunedì 5 ottobre 2009 è stato a Bologna per presentare un concerto su Padre Martini nella Biblioteca che conserva i manoscritti del Musicista
Il 27, 28 e 29 dello scorso agosto è stato a Barga quale Presidente della Giuria del Concorso di Barga Jazz
Fine luglio-inizio agosto Cresti è stato al Festival di Bayreuth (inizia il lavoro per il prossimo libro su Wagner e Verdi)
L'11 luglio Renzo Cresti ha parlato di Mendelssohn presso l'Associazione Italo-Tedesca di Pescia
E' stato il 14 marzo a Recanati per presentare il Cd di Ilaria Baleani "Musica InAudita"
Il 24, 25 e 26 aprile è stato in Commissione del Concorso per musica da camera all'interno della Rssegna Giovani Musicisti, organizzata dall'Associazione San Giorgio, a Cervo
E' stato a Camerino il 3 aprile per una conferenza su Stockhausen

Renzo Cresti per la didattica
Sesta edizione, la seconda stampata dalle Edizioni Feeria, dell'Ipertesto di Storia della Musica, ora con il titolo La Vita della Musica



Renzo Cresti per Giacomo Puccini

Già oltre 1000 copie vendute e oltre 20 presentazioni svolte!

Cresti ha curato l'epistolario fra Puccini e Adami


A metà degli anni Novanta uscirono questi volumi, il secondo è tradotto da Chiara Calabrese (vedi English Version)

Cresti per la musica contemporanea
Cresti è da una vita che svolge la sua originale riflessione sull'estetica che si contrae in etica, in questo suo libro 64 amici/compositori meditano con Cresti sull'e(ste)tica e sul problema del linguaggio musicale - vedi i Saggi :: L'e(ste)tica della Bellezza: i compositori del Novecento e i loro rapporti con la letteratura :: La musica: un linguaggio sui generis
Cfr. i Saggi :: L'e(ste)tica della Bellezza: i compositori del Novecento e i loro rapporti con la letteratura
:: L'alleanza delle arti, testimonianze di 64 importanti compositori che raccontano il loro rapporto con la musica, la poesia, il teatro, la pittura, l'architettura, il cinema


Renzo Cresti ha scritto la Prefazione al libro di Vladimiro Zucchi, Pietro Mascagni e mio padre Roberto Zucchi, Ed. Il Gabbiano, Castiglioncello (Li) 2008, il libro è stato presentato da Renzo Cresti a Livorno e a Pisa
Renzo Cresti è stato a Bologna, dove, lunedì 15 settembre, alla Rassegna Musica in Basilica di San Francesco, ha presentato il concerto Wagner, passione, sogno, spiritualità

E' stato pubblicato, dalla LIM ANTIQUA di Lucca (tel. 0583 953819), il libro Cresti
Gaetano Giani Luporini, musica fra utopia e tradizione
Cfr. scheda su Gaetano Giani Luporini nel file "Autori" sotto
:: Firenze città del Moderno: storia e Autori (il Maggio espressionista, le esecuzioni, i sodalizi)
Renzo Cresti
L'arte innocente
Rugginenti editore, Milano 2004, pp. 370, euro 30
Tel. 02-89501283
le vie eccentriche della musica contemporanea italiana
con Cdrom allegato (a cura di Carmine Moscariello)
con scritti di Moreno Andreatta, Pierluigi Basso, Paola Ciarlantini, Fiorella Sassanelli e Luigi Verdi
schede critiche sui compositori:
Mario Cesa, Giampaolo Coral, Fernando Mencherini, Gianfranco Pernaiachi, Nicola Cisternino, Biagio Putignano e Gianvincenzo Cresta
contiene "Le tavole dell'innocenza" del pittore Giovanni Spiniello
postfazione di Renato Nicolini
Cfr. Saggio:: L'arte innocente: la musica contemporanea fra e(ste)tica e etica
Firenze e la musica italiana del secondo Novecento
a cura di Renzo Cresti ed Eleonora Negri
LoGisma editore, Firenze 2004, pp. 512, euro 45
Tel. 055-8497054
Segnalazione d'onore al Premio Firenze 2004
le tendenze della musica d'arte fiorentina
con dizionario sintetico ragionato dei compositori
con scritti di Renzo Cresti, Eleonora Negri, Monica Cioci, Angelica Ditaranto
contributi di Chiara Calabrese, Ilaria Bucchioni, Lelio Camilleri, Carlo Deri, Carmelo Mezzasalma, Leonardo Pinzauti
Ouverture di Sylvano Bussotti
con il patrocinio del Conservatorio "Cherubini" di Firenze e del Lyceum Club Internazionale di Firenze
Cfr. il saggio
:: Firenze città del Moderno: storia e Autori (il Maggio espressionista, le esecuzioni, i sodalizi)
Enciclopedia Italiana dei Compositori Contemporanei
Pagano, Napoli (tre volumi e 10 Cd), pp. 500, euro 250
Prefazione critica e cura dei 3 voll. di Renzo Cresti
Il terzo volume di esempi musicali
500 schede critiche sui Maestri italiani del Novecento, con immagini
autoanalisi e dichiarazioni, documenti e oltre 100 brani di musica registrata
un'opera unica!
Cfr. file Autori
Questo libro, scritto sulla metà degli anni Ottanta ed edito nel 1990 è stata la prima riflessione sui cosiddetti "giovani compositori"
Renzo Cresti ha presentato il suo libro Testimonianze di civiltà, le Bande musicali nella Provincia di Lucca, due volumi editi da PubliEd, Lucca
Cfr. Saggio :: Le Bande musicali


E' stato commissionato a Renzo Cresti un libro su Wagner e Verdi per il prossimo bi-centenario della nascita dei Maestri, 2013

CENTRO RINASCIMENTO MUSICALE

Nella anfuso intervistata da Renzo Cresti
E' uscito il volume AA.VV., Il rinascimento dell'arte nobile del cantare, edito dalla Fondazione CRSM con il saggio di Renzo Cresti La voce sonora ossia come esprimere i concetti in musica
è disponibile anche il DVD Il canto ritrovato
(http://web.infinito.it/utenti/f/fondazionecsrm)

Con Nella anfuso e Donata Bertoldi, Renzo Cresti ha dato vita, dal 1991 al 1993, alla Rivista "Il Pasquino musicale"
Alcune Riviste su cui Cresti ha scritto









Romanzi

Questo romanzo è arrivato in finale al Premio Pisa